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Istituto salesiano Santa Croce


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La nostra proposta

Analisi della situazione

Le valli di Primiero e Vanoi si presentano come zone di poca urbanizzazione (9000 abitanti circa) ad economia prevalentemente terziaria (turismo, commercio, pubblico impiego) ed agricola (allevamento, pascoli e boschi). Sembra ancora radicato nella tradizione il vincolo della famiglia, anche se essa comincia a risentire dei fenomeni di disgregazione cui è sottoposta nella società attuale. Sta acquistando priorità sempre più grande il lavoro, che in molti casi occupa entrambi i coniugi. La fede è ancora vista come valore ma sembra stia perdendo incisività ed aderenza col quotidiano.

I giovani, caratterizzati da una crescente mentalità consumistica, trovano, al di fuori di bar e locali pubblici, pochi punti di aggregazione e incontro. In valle la proposta culturale è valida ma poco seguita e poco sentita in modo particolare dalla fascia giovanile.
E’ ben sviluppata la possibilità di associazionismo soprattutto a livello sportivo.
Resta forte nei giovani il mito del lavoro (talvolta anche non protetto) per raggiungere l’indipendenza economica come valida e spesso unica base del vivere umano.

Sono in genere le famiglie a scegliere la nostra scuola a motivo della preoccupazione educativa o per la necessità effettiva di collocare il ragazzo in un ambiente sicuro mentre i genitori sono occupati con il proprio lavoro. Esse si orientano verso la scuola salesiana anche come spazio pedagogico rasserenante, che offre maggiori garanzie e certi servizi integrativi o con motivazioni legate all’esperienza.

La nostra risposta

La comunità educativa propone un cammino di educazione integrale che:

  • parte dalla domanda esplicita di cultura generale e punta alla qualità dell’offerta;



  • sviluppa la dimensione affettiva sociale e politica in vista di una graduale partecipazione e corresponsabilità alla vita sociale;



  • promuove l’orientamento come modalità educativa permanente, in funzione dell’individuazione e potenziamento delle capacità della persona in crescita;


  • conduce i ragazzi a maturare solide convinzioni e a rendersi gradualmente responsabili delle loro scelte;



  • guida progressivamente alla scoperta di un progetto originale di vita cristiana da assumere con consapevolezza.



  • coinvolge e richiede l’impegno e la collaborazione fiduciosa e costruttiva delle famiglie.



La comunità educativa

In essa entrano, a diverso titolo, con pari dignità e nel rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche, insegnanti religiosi e laici, genitori ed alunni, uniti da un patto educativo che li vede impegnati nel comune processo di formazione.

La Comunità Religiosa è responsabile dell’identità, dell’animazione, della direzione e della gestione della scuola;

Insegnanti laici e personale non docente, impegnati nel funzionamento dell’istruzione con competenze professionali educative e didattiche, hanno diritto alla libertà nell’esercizio della loro funzione e si sentono impegnati nella formazione umana e cristiana dei giovani che avvicinano. Essi si propongono di operare secondo le finalità della scuola cattolica salesiana, in caso contrario, verrebbe automaticamente menomata la specificità della scuola che il costituente ha invece voluto garantire. La libertà individuale del docente sussiste se e nei limiti in cui non contrasta con quanto stabilito dal progetto educativo del quale tutti si fanno protagonisti responsabili e solidali. Tutti gli insegnanti, salesiani e laici, inoltre avvertono la necessità di approfondire le loro competenze educativo-didattiche con la formazione permanente ed opportuni corsi di aggiornamento. Nei confronti dei genitori, essi mantengono un dialogo aperto ed attento alle singole situazioni educativo-scolastiche.

I genitori sono tenuti per obbligo sancito dalla costituzione ad educare i loro figli e sono da riconoscere come loro primi e privilegiati educatori. Dal momento che il fine primario della scuola non è l’istruzione ma l’educazione e che la famiglia è la prima depositaria di essa nei confronti dei figli, essa (famiglia) ha i titoli per essere presente nella scuola, vista la delega educativa che essa rilascia alla scuola stessa. I genitori, con l’atto dell’iscrizione, dichiarano di accettare l’impostazione della scuola data dal gestore ed hanno il diritto di intervenire se e qualora l’educazione impartita risultasse in contrasto con i patti stabiliti con il gestore (in particolare con i principi etici che hanno ispirato la scelta della scuola) o con quanto stabilito dal presente progetto educativo o dalla carta dei servizi scolastici. Mantengono un dialogo con gli insegnanti, partecipano personalmente ed anche attraverso gli organi collegiali alla vita della scuola, sostengono i corsi di educazione permanente che li aiutano nel loro compito educativo, condividendo con gli insegnanti metodi e linguaggi educativi.

Gli alunni, nel compimento coscienzioso del proprio dovere scolastico, nella partecipazione convinta alla vita della comunità, individuano e fanno crescere le proprie capacità e responsabilità nel servizio sociale. In caso di aperto conflitto tra l’impostazione educativa della scuola e la coscienza (e quindi il comportamento) di un alunno, o della sua famiglia, l’Istituto, a norma del regolamento, potrebbe invitare il giovane ad orientarsi verso un’altra scuola.

L’ambiente scolastico

Secondo la tradizione salesiana, la comunità educativa favorisce i rapporti interpersonali tra docenti ed alunni oltre che orientare in loro nuove e costruttive aspirazioni. Il tempo di permanenza nella scuola, perciò, si estende più in là dell’orario scolastico tradizionale. Persone, spazio, tempo, rapporti, insegnamento, studio, attività diverse sono direttamente interagenti in un clima di serenità, di gioia e di impegno.

Si favoriscono attività parascolastiche culturali, sociali, ricreative, di volontariato, messe in opera anche attraverso gruppi spontanei ed associazioni.

Le scelte prioritarie

La scuola si propone di educare gli alunni a diventare:

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capaci di pensare, perciò informati, critici, creativi;
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liberi, cioè capaci di scegliere ed essere coscienti e coerenti;
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consapevoli di avere un compito specifico da svolgere;
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rispettosi delle convinzioni e delle posizioni degli altri;
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capaci di organizzare il proprio tempo ed avere un metodo di studio, attraverso un serio e costante impegno scolastico;
*

capaci di vivere il dono della fede nel Dio di Gesù Cristo.

E' inserita nella chiesa locale e nel territorio, partecipando alle diverse iniziative pastorali della Diocesi e del Decanato, inserendosi nell’ambito che le è proprio. Essa desidera porsi a servizio del territorio partecipando ai vari organismi scolastici della valle e curando una cultura giovanile positiva, attraverso servizi di animazione, con attività ricreative, associative e formative (tornei sportivi, incontri, gruppi, scuola genitori ...).

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